Un corpo intrappolato in un enorme abito di cellophane e nylon si agita dentro una fredda camera iperbarica: è Cattiva, la matrigna di biancaneve. Ha appena ucciso la figliastra, colpevole di averle ricordato, crescendo, che il tempo passa e la sua giovinezza lentamente svanisce. Rifugiata si in uno spazio sospeso, senza emozioni né colore, continua però a sentire su di sé uno sguardo insistente, impossibile da evitare.
